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Volo in ritardo o cancellato per maltempo: si al risarcimento?


Il regolamento comunitario 261 del 2004 prevede delle fasce di indennizzo a favore di ogni passeggero aereo nel caso di ritardo del volo di almeno 3 ore (almeno 4 ore per i voli internazionali), cancellazione o infine overbooking.

Lo stesso regolamento dispone espressamente l'esclusione di ogni tipo di indennizzo monetario nel caso in cui il ritardo o la cancellazione del tuo volo aereo è stato dovuto dalla presenza di una causa di forza maggiore.

Occorre precisare che un guasto tecnico dell'aeromobile non costituisce una causa di forza maggiore che esclude da ogni responsabilità la compagnia aerea nel caso di cancellazione o ritardo del volo, questo perché vi è a loro carico per legge un obbligo di manutenzione periodica.

Sono 3 le cause di forza maggiore più ricorrenti invocate dalle compagnie aeree nel caso di ritardo o cancellazione volo quali: condizioni meteo avverse, sciopero aereo e congestione del traffico aereo.

Ma andiamo ad analizzare ogni singola causa:

1) Condizioni meteo avverse.

Il maltempo è la circostanza più frequente che può causare la cancellazione o il ritardo di un volo soprattutto durante il periodo invernale.

Basti pensare ad un'abbondante nevicata oppure ad un forte temporale.

A volte anche la fitta nebbia o forti raffiche di vento presenti in aeroporto possono comportare il ritardo o la cancellazione di un volo.

Consigliamo sempre ad ogni passeggero/viaggiatore di appuntarsi le condizioni meteo presenti in aeroporto nel caso di cancellazione o ritardo del volo.

E' inoltre essenziale notare se in aeroporto le altre compagnie aeree fanno comunque volare i loro aeromobili nonostante il cattivo meteo questo perché la causa di forza maggiore deve essere munita di un certa gravità e oggettività per esonerare una compagnia da ogni responsabilità nel caso di ritardo o cancellazione del volo.

Sempre più spesso i giudici tendono a stabilire che il maltempo, a meno che di natura eccezionale, non può costituire una causa di forza maggiore quando è agevolmente prevedibile così permettendo alla compagnia aerea di adottare anticipatamente le misure organizzative necessarie per evitare disagi e disservizi ai passeggeri.

2) Sciopero aereo.

In caso di sciopero le compagnie devono comunque garantire il servizio di trasporto dei passeggeri nelle seguenti fasce orarie 7:00-10:00 a.m. e dalle 18:00-21:00 p.m. nonché garantire i voli internazionali in arrivo entro mezz'ora dalla scadenza delle predette fasce.

La cancellazione del volo in tali fasce orarie rende illegittimo lo sciopero e pertanto applicabile il regolamento comunitario 261 del 2004 nella parte in cui prevede una compensazione pecuniaria a favore del passeggero da 250 euro sino a 600 euro.

3) Traffico aereo intenso.

Anche l'intenso traffico aereo può avere come conseguenza il ritardo o la cancellazione di uno o più voli aerei.

Pensate un pò che sono ben oltre 174 milioni i velivoli transitati negli aeroporti nazionali lo scorso anno.

Lo scalo principale si conferma Fiumicino, seguito da Malpensa e Bergamo. Ryanair è la compagnia più utilizzata. La tratta più gettonata è la Catania-Fiumicino.

Anche in questo caso occorre valutare l'effettiva operatività dell'aeroporto da cui doveva partire il volo cancellato o in ritardo.

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