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L' Antartide: l'unico continente senza corona virus.



Antartide e coronavirus

L’Antartide è l’unico continente a non essere stato colpito dal coronavirus. Nel preoccupante scenario caratterizzato dallo scioglimento dei ghiacci e dai danni all’ecosistema, i ricercatori che vivono in diverse basi internazionali possono continuare a stringersi e a toccarsi perché, al momento, non vi è alcun rischio di contagio.


Sono numerosi gli scienziati che si trovano in Antartide per compiere ricerche e studi. Nelle loro testimonianze, gli studiosi hanno espresso preoccupazione per la pandemia che ha colpito il mondo, per le loro famiglie e anche per il loro futuro. Alcuni turni di permanenza stanno arrivando alla fine e il problema è ora se tornare o se riprogrammare l'attività in attesa che l'epidemia si spenga.


Riscaldamento globale


Intanto l'informazione, nelle ultime settimane, è stata monopolizzata dall'epidemia di coronavirus, ma gli effetti dei cambiamenti climatici continuano a farsi sentire. L'Antartide, infatti, è stata colpita da un’ondata di calore che ha portato le temperature fino a 18,3 gradi Celsius, con una minima non inferiore allo zero. Temperature ancora più elevate erano state registrate ai primi di febbraio: in quel periodo, era stata rilevata una temperatura massima di 20,75 gradi Celsius. Questi picchi di temperatura potrebbero portare dei danni irreversibili.

Il caldo, infatti, causa lo scioglimento dei ghiacci e, dunque, il conseguente impatto sugli ecosistemi. Tutto ciò è stato evidenziato da uno studio intrapreso da un team formato da scienziati di alcune università australiane, in particolare l’Università di Wollongong e della Tasmania, insieme a scienziati della Divisione antartica australiana.


Questo studio ha spiegato come le inondazioni causate dallo scioglimento dei ghiacci, potrebbero causare una crescita di muschi, licheni e invertebrati andando quindi a danneggiare, insieme allo stress termico, l’ecosistema globale.

Il riscaldamento globale dunque continua la propria corsa. Negli ultimi anni, le temperature terrestri sono aumentate di circa 0,8 gradi Celsius: le cause principali sono l'utilizzo di combustibili fossili e la deforestazione.


I cambiamenti climatici sono considerati eventi ordinari per il nostro pianeta e hanno coperto finestre temporali molto ampie nel corso della storia dell’umanità. Hanno, infatti, da sempre avuto un ruolo molto importante nella vita dell’uomo, fin dai tempi antichi, modificandone le abitudini e spingendolo, per esempio, alle migrazioni.


L’allarme dei nostri giorni, tuttavia, è dovuto al fatto che l’attuale temperatura globale registrata è la più elevata degli ultimi 1400 anni: vi è stato un aumento medio superiore di 0,2 gradi Celsius nel periodo compreso tra il 1982-2012 rispetto all’aumento medio registrato tra il 1970 e il 2000.


Pertanto, il cambiamento è avvenuto in finestre temporali molto brevi a differenza dei periodi precedenti. Il pianeta ne sta subendo le conseguenze. Tutto è aggravato da altri fenomeni come gli incendi che devastano le foreste o la formazione di un'isola di plastica del Pacifico, la Great Pacific Garbage Patch, che ha superato la superficie della penisola iberica e che, attualmente, sembra avere altre sorelle in molti mari.

Nelle scorse settimane, l'attivista svedese Greta Thunberg ha ricordato a tutti che la battaglia per il clima non può essere dimenticata, nemmeno ora.



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